Intergrazione e Controllo del Peso
CHITOSANO CHI?
TUTTE LE INFORMAZIONI PER NON PRENDERE UN "GRANCHIO"...

CHITOSANO CHI? TUTTE LE INFORMAZIONI PER NON PRENDERE UN “GRANCHIO”…

800 320 Michele

CHITOSANO CHI? INFORMAZIONI E OPINIONI SU UNA DELLE SOSTANZE PIU’ IMPIEGATE NEGLI INTEGRATORI MODERNI


Tempo di lettura 10 minuti

Nel panorama degli integratori per perdere peso, il chitosano riveste, da più di 10 anni, un ruolo di prim’ordine, per volumi di vendita e consumo giornaliero. Sono  molti gli utenti che riferiscono effetti positivi legati all’uso del chitosano, ma altrettanti possono avere domande o sollevare perplessità; ancora una volta, una corretta informazione può giocare un ruolo chiave nello sviluppo della cultura del benessere, portando a riconoscere i supplementi alimentari per quello che sono, ossia dei validi aiuti in particolari condizioni, a patto che il miglioramento possa essere in qualche modo misurabile.

1. CHE COS’E’ IL CHITOSANO?


 

Come molti già sanno, il chitosano deriva dal trattamento* della chitina, un polisaccaride presente nell’esoscheletro dei crostacei**;strutturalmente, è una sequenza di aminozuccheri (glucosamina) tenuti insieme da legami beta 1,4 glucosidici; la  catena  molecolare che ne risulta è non assorbibile, e, una volta ingerita, si carica positivamente dopo il passaggio nello stomaco, divenendo una trappola “cationica” in grado di rallentare   l’assorbimento dei grassi. Questo in teoria, perché il confronto con la pratica clinica, misurato statisticamente, può essere più acceso e “colorato” del previsto.

 

2. IL CHITOSANO E LA RIDUZIONE DI PESO: COME FUNZIONA


La caratteristica più importante degli integratori a base di chitosano è l’azione sequestrante sui grassi, utile nei regimi ipocalorici per velocizzare la perdita di peso. Da un’analisi statistica di 5 RCT (Randomized Controlled Trials) è emersa una significativa  perdita di peso [-3,28 kg in 28 gg] nei pazienti in dieta con chitosano rispetto a quelli impegnati solo con il controllo calorico. Mancano tuttavia indicazioni su dose e tipo di chitosano impiegato, fattori influenzanti notevolmente l’efficacia della supplementazione.

3. I TIPI DI CHITOSANO


La granulometria del chitosano,  il suo grado di  purezza e il processo stesso di produzione influenzano la caratteristiche di questo polimero, condizionandone l’efficacia.   A questo bisogna aggiungere, naturalmente, la dose cui viene impiegato  negli integratori, primo discriminante  nella scelta del prodotto. E’ infatti abitudine delle aziende produttrici porre in enfasi un dosaggio elevato per sostenere l’immagine e le potenziali vendite del prodotto. Un integratore di chitosano dovrebbe apportare, per ogni capsula, almeno 600 mg di sostanza pura al 95%, con una deacetilazione tra il 60% e il 100%; la dose dovrebbe essere di 2 capsule almeno 15′ prima dei pasti principali. Alcune aziende commercializzano varianti di chitosano a granulometria ultrafine; queste presentano una superficie specifica superiore agli altri chitosano, caratteristica vantaggiosa, essendo al capacità di “carico” del polimero dipendente dalla superficie di contatto potenziale con i grassi.

4. ALTRI CLAIMS PER IL CHITOSANO


Alcune aziende produttrici rivendicano (to claim) proprietà diverse per il chitosano: nella fattispecie, il chitosano aiuterebbe a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue, a ridurre l’infiammazione articolare e ad accelerare il transito intestinale, favorendo una regolare peristalsi. Queste caratteristiche, come la già citata azione favorente la riduzione del peso corporeo, sono oggetto di studio e revisione critica da parte delle giurie scientifiche (panel) di FDA ed EFSA, gli enti regolatori statuintensi ed europei.

5. Il CHITOSANO SECONDO L’FDA E L’EFSA


I problemi principali per i claims del chitosano sono la contraddittorietà tra studi d’efficacia e la strategia di comunicazione delle aziende [pubblicità del prodotto]. In America, L’FDA è l’ente regolatorio più importante in materia di alimenti, integratori e farmaci. In Europa, l’EFSA vigila sulla sicurezza di alimenti e integratori, lasciando all’EMEA il compito di regolamentare il mercato dei farmaci. Le opinoni dei rispettivi panel e le raccomandazioni promulgate hanno valore normativo e profonda validità scientifica. L’FDA vigila sul chitosano dal 1999, quando iniziò a emanare i primi provvedimenti in materia di pubblicità ingannevole, limitando di fatto la diciture su confezioni e materiale informativo; si poteva suggerire, infatti, effetti diretti sulla riduzione del rischio cardiovascolare.

L’EFSA ha presentato le sue opinioni nel 2011, analizzando punto su punto l’efficacia del chitosano sulla riduzione di peso, nella regolarizzazione del transito intestinale, nel modulazione del colesterolo LDL e nella riduzione dell’infiammazione articolare. Rispettando gli standard (elevati) tipici degli enti regolatori, l’EFSA ha analizzato e confrontato in varie meta analisi di studi CRT (Controlled Randomized Trials), avvalorando come fondato, anche se di efficacia modesta, l’uso del chitosano per ridurre i livelli di colesterolo LDL; ciò si realizza attraverso lo stesso meccanismo di rallentamento d’assorbimento dei grassi ingeriti con il cibo. Tutti gli altri effetti, sebbene prevedibili in teoria e confermati in alcuni studi, sono stati dichiarati come “statisticamente non significativi“. Ciò non implica, in modo assoluto, che il chitosano sia inutile per perdere peso, ma solo che la qualità degli studi analizzati, per caratteristiche dello studio (dimensioni, presenza di doppio cieco, ecc.) impediscono di asserire in modo inequivocabile l’efficacia di questo polimero. Tali studi sono suscettibili di revisioni periodiche e non è impossibile che le opinioni del panel non siano riviste positivamente in futuro.

6. ALTRI IMPIEGHI DEL CHITOSANO


Un polimero cationico (cioè con delle cariche positive sulla sua superficie) come il chitosano può essere impiegato come agente purificante per eliminare ioni dai fluidi; potendo, tra l’altro, essere rigenerato, si presta facilmente ad essere usato per addolcire l’acqua e ridurre le tracce dei metalli pesanti; è un ottimo eccipiente per l’industria cosmetica (coordina molta acqua e può essere usato come idratante nelle formule) e un possibile veicolante per farmaci.

7. CONCLUDENDO, IL CHITOSANO…


1. E’ un polimero biologico ottenuto dalla lavorazione dei crostacei; è reputato abbastanza sicuro, se non in caso di manifesta allergia ai crostacei

2. La struttura cationica permette fenomeni di adsorbimento superficiale. Questa caratteristica ne ha stimolato l’impiego in vari campi, tra tutti l’impiego nei nutritional supplements come coadiuvante nella perdita di peso, all’interno di regimi ipocalorici. I pareri sulla sua efficacia sono contrastanti, sebbene le evidenze scientifiche a favore siano state numerose. L’EFSA avvisa che il chitosano non contribuisce in modo significativo alla perdita di peso.

3. Altri claims sono stati quelli di coadiuvante nel controllo del colesterolo LDL, nella regolarizzazione del transito intestinale e nel ridurre i fenomeni infiammatori articolari; tra questi solo il primo è stato confermato in modo inequivocabile.

4. Il chitosano non è tutto uguale; come ogni sostanza polimerica presenta dei gradi di lavorazione diverso che ne influenzano caratteristiche come capacità di rigonfiamento, purezza, grado si acetilazione e granulometria; un chitosano efficace deve essere fornito alla dose minima di 600 mg, essere di purezza superiore al 90%, quasi completamente deacetilato e presentare una grana sottile. Queste caratteristiche hanno tutte un effetto migliorativo sulle capacità di trattenimento del chistosano.


*: Il trattamento è detto  di deacetilazione; permette la rimozione di un residuo acetilico dai residui di N-Acetilglucosamina, convertendo l’intera struttura della chitina (glucosamina +N-acetilglucosamina) in chitosano (glucosamina + glucosamina)

**: Come tutti i prodotti estratti dai crostacei, se ne sconsiglia l’uso nei pazienti che hanno avuto episodi di allergia ai crostacei

Michele

CTF, attualmente num.933 dell'Ordine Farmacisti Latina. Amo la farmacologia, la divulgazione scientifica e la tecnologia.

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